Etichetta: TRY Records – TLP 1101 (Italia)
Formato originario: Vinile LP
Anno d’uscita: 1971
Ri-edizione: Cinedelic (LP + CD, 2015)
Oltre vent’anni fa, nella prima versione
del Blog del Cavernicolo, avevo presentato per la prima volta un
disco allora sconosciuto ai più. Per inaugurare la nuova versione del blog, ho
voluto ripartire proprio da quel titolo: Drugstore del
maestro Tony Iglio, uno di quei gioielli nascosti che meritano di
essere riscoperti e valorizzati.
Pubblicato nel 1971 dalla Try
Records, Drugstore uscì inizialmente in una tiratura
limitatissima con copertina bianca, oggi rarissima; ne seguì una
seconda stampa con copertina rossa e nera, anch’essa molto
ricercata dai collezionisti e capace di raggiungere cifre considerevoli sul
mercato dei dischi d’epoca.
Tony Iglio (classe 1932) è stato una figura di grande rilievo nella scena
musicale napoletana. Direttore d’orchestra, arrangiatore e polistrumentista, ha
lavorato a lungo come conduttore in spettacoli di sceneggiata
napoletana e in numerose edizioni del Festival di Napoli.
Nella registrazione di Drugstore il maestro radunò attorno
a sé un gruppo di fedelissimi musicisti, tra i quali spiccano:
- Gianni
Desideri –
tromba
- Tino
Cocco, Salvatore
Accardo, Antonio Andolfi – sax
- Antonio
Parascandalo –
basso
- Altri
strumentisti napoletani di prim’ordine, provenienti da ambienti jazz e
orchestrali.
Secondo le fonti (It’s Psychedelic Baby
Magazine, LPCD Reissues), l’album fu registrato in un pochi casi in cui Iglio
firmò direttamente un LP a suo nome.
Il risultato è uno splendido lavoro strumentale, un piccolo
capolavoro che rilegge il linguaggio del jazz in chiave nuova,
arricchendolo con elementi psichedelici, prog e di musica
library.
L’apertura con la lunga suite Drugstore (oltre 10 minuti)
immerge l’ascoltatore in un viaggio tra improvvisazione e costruzione
orchestrale, mentre i brani più brevi come Marijuana o Hurrycane offrono
momenti più concisi ma altrettanto intensi.
Il lato B, con tracce come Velvet, Soft Cream e Yatagan,
alterna groove morbidi e atmosfere sospese, fino a sfociare in Jungla,
episodio quasi cinematografico che mostra tutta la versatilità di Iglio come
arrangiatore.
Negli anni successivi, Tony Iglio si è
distinto anche come compositore e produttore di alcune perle
della musica funk e soul napoletana: tra i titoli più noti Tonica
& Dominante, Friddo di Rosetta Del Nilo, Statale
16 dei Golden Men, il disco del gruppo Il Pensiero (Cristalli
Bianchi) e quello dei Donn’Anna, in cui Iglio svolse il ruolo
di “music consultant”.
Oggi Drugstore è considerato un disco di culto,
ricercatissimo dai collezionisti e rivalutato grazie alla ristampa
Cinedelic del 2015, che lo ha riportato all’attenzione degli
appassionati di jazz sperimentale e colonne sonore italiane degli anni ’70.
Riascoltato oggi, conserva una freschezza sorprendente e un fascino magnetico, grazie al suo equilibrio tra libertà creativa e disciplina orchestrale.
Drugstore è un album libero, coraggioso, sfuggente alle etichette.
Un ascolto consigliato a chi ama la musica di ricerca, le sonorità lounge-psych e la tradizione jazz partenopea reinterpretata con immaginazione e spirito pionieristico.
Nessun commento:
Posta un commento