Evelyn Hanak
– Pornography
Etichetta:
Philips – 6025 196
Formato:
Vinile, 7"
Paese: Italy
Uscita: 1978
Genere: Funk
/ Soul, Pop
Stile:
Chanson, Disco
Pubblicato
nel 1978 per la Philips (catalogo 6025 196), Pornography segna il
secondo capitolo discografico di Evelyn Hanak, artista tedesca di
nascita ma ormai pienamente inserita nel panorama italiano della fine degli
anni ’70. Figlia d’arte, diplomata a Berlino sotto la guida di Tatjana
Grovosky, la Hanak porta con sé una formazione teatrale e coreografica che si
riflette chiaramente anche nel suo approccio musicale: elegante, scenico e
fortemente visivo.
Trasferitasi
in Italia, partecipa alle produzioni dell’Operetta di Trieste e del Teatro
Sistina, diventando poi coreografa stabile del “Bagaglino” di
Castellacci e Pingitore, dove miscela sensualità, ironia e una presenza scenica
magnetica. Questi elementi si ritrovano anche in Pornography, un 7” che
oscilla tra chanson, disco e pop sofisticato, in piena
sintonia con le tendenze internazionali dell’epoca.
Lato A – Pornography (4:52)
Scritta da Viviane
Ciampi, Dino Cabano e Gianfranco Reverberi, la title track è
un brano audace per il mercato italiano del ’78. Il titolo provocatorio gioca
con il doppio senso, ma il contenuto è più teatrale che scandaloso: un funk
disco raffinato, costruito su orchestrazioni vellutate e un groove ipnotico,
con la voce della Hanak che alterna ironia e sensualità. Reverberi già noto
per i suoi lavori tra soul e colonne sonore cura un arrangiamento pieno di
dettagli cinematici, quasi da “soundtrack erotica”.
Lato B – Love Can Be All (3:44)
Il retro,
firmato da Piccarreta, Masella, Cabano e Reverberi,
si apre a un respiro più internazionale. È una ballata disco-pop più morbida,
dove la voce di Evelyn si fa più calda e confidenziale. L’arrangiamento resta
elegante, ma meno teatrale, più vicino alle produzioni europee di fine
decennio.
Nel complesso, Pornography è un piccolo gioiello di disco d’autore all’italiana, sospeso tra cabaret, erotismo e melodia. Un 45 giri affascinante, che testimonia la vitalità di una scena musicale minore ma ricca di sperimentazione visiva e sonora.
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