Etichetta
originale: Mag – LPN-2379
Formato: Vinile, LP, Album
Paese: Perù
Anno di uscita: 1970
Genere: Latin
Stile: Salsa, Guaracha, Cumbia, Son
Realizzato da: Sica Peruana S.A.
Ristampa: Vampisoul (Spagna), 180g, con note interne e restauro sonoro
Luciano Luciani
rappresenta una di quelle storie musicali che incarnano in pieno la ricchezza
della diaspora culturale latinoamericana.
Emigrato italiano stabilitosi in Perù, Luciani si affermò dapprima come
compositore e arrangiatore, conquistando presto un posto di rilievo nella
vivace scena tropicale di Lima.
Nel 1968, fondò la sua orchestra, Luciano y sus Mulatos, che nei concerti si presentava
come una formazione di suonatori e cantanti “mestizos”, ponte tra il Caribe e
gli Andes, tra il ritmo nero e la melodia mediterranea.
Dopo due anni di
intensa attività nei locali e festival, pubblicò nel 1970 per l’etichetta Mag
il suo album d’esordio: “Mulata Vamos A La Salsa”.
Un disco che pur restando a lungo relegato all’ombra delle produzioni
caraibiche oggi viene riconosciuto come una delle pietre miliari della salsa
peruviana e del latin sound sudamericano.
Il disco
raccoglie dodici brani, in gran parte composti dallo stesso Luciani, che
mostrano un equilibrio sorprendente tra cumbia, guaracha, son cubano e salsa in
senso stretto.
Luciani riesce a trasformare questa miscela in una musica personale, elegante e
festosa, dove ogni ritmo è intrecciato a melodie dal gusto melodrammatico e
mediterraneo.
Brani come
“Mulata Vamos A La Salsa” e “Los Palmares” aprono il disco con energia
contagiosa, in un’esplosione di fiati e percussioni che invitano immediatamente
alla danza.
Segue “Morenita”, con un tocco più romantico, dove la voce calda e sensuale del
guarachero Víctor “Kiko” Fuentes imprime un’impronta di grande carisma.
Nel corso
dell’album si alternano momenti di lirismo e frenesia:
·
“Estoy Enamorado” rivela la vena melodica di
Luciani, quasi boleristica;
·
“Metro” e “Cumbiamba” mostrano la sua abilità nel
far dialogare i ritmi afro-antillani con la cumbia costeña;
·
“Fiesta en Corraleja” e “Oye mi Son” sono esempi
perfetti di quella salsa peruviana istintiva e popolare che Luciani rese
riconoscibile.
Le voci di Kiko
Fuentes e di Benny del Solar quest’ultimo già celebre per le sue innumerevoli
registrazioni di musica tropicale conferiscono al disco una dimensione corale
e spettacolare.
I cori, le chiamate e risposte e le improvvisazioni vocali mantengono viva la
tradizione cubana, ma l’intonazione generale resta peruviana: dolce,
malinconica e a tratti ironica.
Già in questo
esordio si avverte il crescente interesse di Luciani per le registrazioni più
moderne provenienti dallo Spanish Harlem di New York le opere di Tito Puente,
Joe Cuba, Eddie Palmieri e Ray Barretto.
Questo fascino per la salsa dura newyorkese si manifesterà ancora più
chiaramente nei suoi lavori successivi per Mag nel 1975, ma qui è già presente
in embrione: nei fiati incisivi, nelle strutture ritmiche più serrate e nelle
orchestrazioni che cercano una modernità urbana, senza perdere il colore
locale.
In “Mulata
Vamos A La Salsa” Luciani riesce a conciliare l’anima elegante
dell’orchestra da ballo peruviana con la pulsazione aggressiva e cosmopolita
della salsa statunitense: una visione internazionale ante litteram.
L’edizione
originale Mag LPN-2379 del 1970 è oggi una rarità assoluta.
Stampata in quantità minime e distribuita quasi esclusivamente in territorio
peruviano, è divenuta uno dei vinili più ricercati dai collezionisti di salsa,
cumbia e latin jazz.
La produzione curata da Sica Peruana S.A. conferisce all’album un calore
analogico tipico delle incisioni d’epoca: fiati leggermente saturi, voce
naturale e una sezione ritmica vibrante, che restituisce tutto il fascino del
suono vivo degli studi di Lima.
Ogni copia
originale, oggi, è un cimelio dal valore storico e culturale, testimonianza di
un momento d’oro della musica tropicale peruviana.
Dopo più di
cinquant’anni, l’etichetta Vampisoul ha finalmente riportato “Mulata
Vamos A La Salsa” sugli scaffali degli appassionati, in una ristampa
su vinile da 180 grammi di qualità eccellente, corredata da note interne dettagliate
che raccontano la vita e l’opera di Luciani.
Il remastering è fedele e rispettoso: conserva il calore e la grana originale,
migliorando la chiarezza delle percussioni e la profondità dei bassi.
Vampisoul, che
da tempo si dedica al recupero dei classici perduti della musica latina, tratta
l’album non come semplice curiosità d’archivio, ma come opera viva un
tassello fondamentale nella storia globale della salsa.
Luciani riesce a
fare di “Mulata Vamos A La Salsa” un disco dove ogni ritmo è
racconto, e ogni racconto è danza.
La fusione di cumbia, son e guaracha diventa linguaggio identitario di un Perù
urbano e cosmopolita, dove il migrante italiano e i musicisti afro-peruviani
creano un suono mestizo, profondamente sincero.
Musicalmente, il
disco si distingue per gli arrangiamenti raffinati e per l’uso calibrato dei
fiati, mai invadenti ma sempre protagonisti.
La sezione ritmica è solida, brillante, costruita su un dialogo costante tra
bongó, campana e congas.
I cori, infine, aggiungono quella dimensione collettiva che trasforma la salsa
da semplice genere musicale a rito sociale, esperienza di appartenenza e gioia
condivisa.
“Mulata Vamos A
La Salsa” è più di un album: è il documento sonoro di
un’epoca in cui la musica latina si reinventava attraverso i suoi stessi
confini geografici.
Luciano Luciani, migrante italiano con anima tropicale, riuscì a dar vita a una
salsa che parlava con accento peruviano, senza perdere universalità.
L’edizione
originale Mag rimane un oggetto mitico, ma la ristampa Vampisoul ne garantisce
oggi la sopravvivenza e la riscoperta critica.
Un disco che vibra ancora di vita, dove ogni nota è un ponte tra continenti,
ogni ritmo una promessa di festa, e ogni voce una memoria condivisa.
Ascoltarlo
significa partecipare a quella festa senza tempo in cui l’Italia, il Perù e i
Caraibi ballano insieme, con la stessa passione e lo stesso sorriso.
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