venerdì 24 ottobre 2025

L'Oro Di Napoli - Donna Da Marciapiede / La Prima Volta (3aaa Records – AL003, 7”, 1981)

Nel 1981, quando la nuova ondata pop e il cantautorato melodico italiano cercavano di conciliare l’elettronica incipiente con le radici popolari, il gruppo L’Oro di Napoli pubblica un 45 giri tanto discreto quanto emblematico: “Donna da marciapiede / La prima volta”.
Dietro il nome evocativo, che richiama la celebre opera di Vittorio De Sica e la Napoli dei vicoli e delle passioni, si cela un progetto che fonde tradizione e modernità, con un approccio quasi “prog melodico” alla canzone napoletana.

 Donna da marciapiede” apre con un’introduzione lenta, quasi cinematografica: una chitarra elettrica pulita, un basso rotondo e un arrangiamento denso di tastiere che richiama le produzioni napoletane più raffinate (Alunni del Sole, Eduardo De Crescenzo, Giardino dei Semplici).
Il testo, firmato da Luigi Brando insieme al gruppo, è un piccolo racconto urbano: la protagonista è una figura marginale, una donna che vive la notte di Napoli tra disincanto e desiderio di riscatto. Non c’è giudizio, ma uno sguardo umano e malinconico, tipicamente partenopeo, che alterna durezza e compassione.

Musicalmente il brano gioca su contrasti: il ritmo medio-lento e le armonie sospese conferiscono un’aura crepuscolare, quasi jazzata, mentre la voce principale calda, appena roca restituisce la fragilità e la dignità del personaggio.
Il ritornello, dal sapore mediterraneo, esplode in una linea melodica tipica della canzone napoletana moderna, ma filtrata attraverso una sensibilità pop e progressiva. È una canzone che avrebbe potuto convivere, nel 1981, accanto a lavori come Bella ‘mbriana o certi brani dei Napoli Centrale, pur mantenendo una dimensione più intimista e narrativa.

Il lato B, “La prima volta”, è più lineare, più pop, ma non meno curato. Qui emerge la parte “melodica” e sentimentale del gruppo: un brano che parla di iniziazione amorosa e di memoria, con una scrittura diretta ma mai banale.
L’arrangiamento, più asciutto, poggia su un pianoforte elettrico e un ritmo quasi funk, con un’interessante sezione di archi sintetici che dà profondità alla composizione.
Se il lato A racconta la città notturna, il lato B è una mattina chiara dopo la tempesta: nostalgico ma dolce, più radiofonico, e perfettamente in linea con il gusto dell’epoca.

Questo 45 giri è una testimonianza di un periodo di transizione nella musica napoletana: tra il classicismo della canzone d’autore e le nuove contaminazioni del rock melodico e del pop raffinato.
L’Oro di Napoli, pur restando in un circuito indipendente e forse sottovalutato, mostra una sorprendente maturità artistica.
La produzione è pulita ma calda, senza gli eccessi tipici della discografia maggiore dell’epoca. Il suono del vinile, oggi, conserva quella patina analogica che ne esalta la sincerità.

C’è in questi due brani una tensione poetica: l’idea di raccontare Napoli non attraverso gli stereotipi, ma attraverso le persone comuni, le storie minime, i chiaroscuri emotivi. È una Napoli viva, colta nella sua dimensione più umana e contraddittoria.

7” “Donna da marciapiede / La prima volta” è un piccolo gioiello dimenticato della musica italiana dei primi anni ’80.
Non un semplice prodotto di costume, ma un documento sonoro che fonde sensibilità cantautorale, gusto melodico e una ricerca armonica che lo avvicina al prog mediterraneo.
Un disco che meriterebbe una riscoperta, magari in una futura antologia dedicata ai tesori nascosti della scena napoletana post-‘70.

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