mercoledì 29 ottobre 2025

Ramones – Pet Sematary (Sire / Red Eye, 1989) Vinile 12" Maxi-Single, 33⅓ RPM – US Pressing by Specialty Records Corporation

C’è qualcosa di ironico, e insieme di profondamente malinconico, nel fatto che una delle canzoni più celebri dei Ramones band che aveva fatto della giovinezza eterna e della ribellione istintiva la propria bandiera  sia nata per un film che parla della morte e del ritorno dei morti. Pet Sematary, pubblicata nel 1989 come singolo trainante della colonna sonora dell’omonimo film di Mary Lambert (tratto dal romanzo di Stephen King), è uno di quei brani che segnano un punto di svolta: il momento in cui una band storica si confronta con la propria leggenda e, inevitabilmente, con il tempo che passa.

La genesi del brano è quasi leggendaria. Stephen King, grande fan dei Ramones, invitò la band nella sua casa nel Maine e regalò a Dee Dee Ramone una copia del suo romanzo Pet Sematary. Dee Dee, ispirato dalla cupezza e dalla tragicità della storia, scrisse il testo in una sola notte assieme al produttore e chitarrista Daniel Rey. Il risultato fu una canzone dall’anima doppia: malinconica e cupa nei versi, ma irresistibilmente catchy nel ritornello, come solo i Ramones sapevano fare.

Il film di Lambert, un horror gotico e disperato che racconta il dolore di un padre pronto a sfidare la morte stessa, trovava nella canzone un perfetto contrappunto emotivo. Laddove le immagini del film evocavano l’incubo del ritorno dall’aldilà, i Ramones traducevano quel sentimento in una melodia che suonava come una marcia funebre travestita da filastrocca punk. “I don’t want to be buried in a Pet Sematary / I don’t want to live my life again”  un ritornello che, nella sua semplicità, racchiude tutto l’orrore esistenziale del racconto di King.

Prodotta da Daniel Rey e Jean BeauvoirPet Sematary (Single Version) mostra un suono più levigato rispetto ai primi lavori della band, con chitarre stratificate e una sezione ritmica più controllata. È un Ramones “da studio”, più attento ai dettagli sonori e meno ruvido, ma ancora immediatamente riconoscibile. La voce di Joey Ramone, profonda e quasi rassegnata, si muove su un tappeto di power-chord cupi e melodie gotiche che evocano più i Misfits o i Cramps che i Ramones del CBGB’s.
Non a caso, questo periodo segna anche una fase di transizione per la band: dopo gli anni di crisi e di rinnovamento, Pet Sematary anticipa l’album Brain Drain (1989), ultimo con Dee Dee Ramone al basso.

Sul lato A troviamo la Single Version del brano, più radiofonica e con un mix più compresso rispetto all’album. È la versione che accompagna i titoli di coda del film e che divenne un piccolo successo radiofonico, portando i Ramones di nuovo nelle classifiche americane.
Il lato B offre due perle complementari: “Sheena Is A Punk Rocker” (LP Version  un ritorno al classico periodo d’oro della band, prodotto da Tom Erdelyi (Tommy Ramone) e Tony Bongiovi, che funge quasi da ponte temporale, ricordando da dove tutto era cominciato e “Life Goes On”, scritta da Joey Ramone e prodotta dalla band stessa insieme a Daniel Rey, è invece un brano inedito non incluso nel film: una riflessione amara e nostalgica che, a posteriori, suona come un commento meta-testuale sul senso stesso di Pet Sematary.

Pet Sematary è uno dei rari casi in cui i Ramones riescono a fondere la loro poetica minimalista con un immaginario cinematografico più ampio. La canzone, pur nata come “commissione” per una colonna sonora, è rimasta uno dei brani più amati della loro discografia, simbolo della capacità della band di adattarsi senza tradire se stessa.
C’è una vena romantica sotto l’orrore: l’idea di non voler “vivere la propria vita di nuovo” suona come la confessione di una band consapevole del proprio passato glorioso e del peso di ripetersi.

Musicalmente, il pezzo segna l’ingresso dei Ramones negli anni Novanta, con una scrittura più melodica e un sound vicino al pop-punk che avrebbe influenzato band come Green Day e The Offspring. Non a caso, ancora oggi Pet Sematary è considerata una delle prime vere “ballad gotiche” del punk americano, capace di unire oscurità e immediatezza pop.

 Nel complesso, questo maxi-single del 1989 è più di un semplice oggetto da collezione: è una fotografia di un momento cruciale, in cui i Ramones dialogano con il cinema, con la cultura horror e con la propria storia. L’arte di copertina  con i toni cupi mutuati dal film di Paramount Pictures  e la cura del mix (firmato Sterling Sound e Specialty Records Corporation) completano un prodotto inaspettatamente raffinato.

Pet Sematary resta un brano iconico perché, dietro la sua semplicità, nasconde una verità universale: il punk può crescere, invecchiare, perfino flirtare con la morte, ma non smetterà mai di cercare la vita  anche quando la vita sembra finita. 

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