Etichetta: Stanford – BL 75929
Formato: LP, Stereo
Anno d’uscita: 1983
Paese: Italia
Genere: Funk / Soul, Pop, Folk, World & Country
Stile: Ballad, Canzone napoletana, Funk
L’album d’esordio omonimo di Antonio Sorrentino è una delle
gemme nascoste della stagione più fertile della musica napoletana, quella di
inizio anni ’80, in cui la città cercava un linguaggio nuovo per raccontarsi tra modernità funk e poesia mediterranea.
Pubblicato da Stanford Records, prodotto da E. De
Biase e arricchito dagli arrangiamenti di G. Vessicchio,
l’album riunisce musicisti di grande sensibilità (Maurizio Pica alla chitarra,
S. Esposito alle tastiere, R. Fix al sax) in un lavoro di sorprendente coerenza
e ispirazione.
Fin dalle prime note di “Festa ’A Furcella”, si respira
l’energia pulsante dei vicoli partenopei: groove teso, cori vivaci e un basso
che richiama le produzioni black americane.
Segue “Luna Lù”, ballata notturna dal tono cinematografico, e
poi “Acqua ’E Cielo”, con un respiro quasi spirituale, in cui
Sorrentino canta l’infinito tra terra e mare.
Il cuore del disco è senza dubbio “’E Prumesse”, brano
firmato da De Biase, Vessicchio e Giglio che, a distanza di
anni, è stato riscoperto e inserito nella raccolta internazionale Napoli
Segreta – Volume 1 (Nu Guinea, 2018). La sua presenza in quel progetto
è tutt’altro che casuale: “’E Prumesse” rappresenta infatti uno
dei vertici assoluti del funk napoletano d’autore, capace di fondere sensualità
ritmica e malinconia urbana in modo unico. È diventato uno dei simboli della
riscoperta di quella stagione musicale dimenticata, oggi venerata dai
collezionisti e dai DJ di tutto il mondo.
Sul lato B, il brano “’Nu Pensiero” merita una menzione speciale:
non solo per la sua eleganza sonora un funk delicato e notturno, punteggiato
da sax e tastiere calde ma anche per la sua storia. Il pezzo fu infatti
scelto come sigla finale della trasmissione sportiva Un
calcio patuto per patuto, diretta da Mario Savino,
nell’anno del cosiddetto “quasi miracolo” del Napoli di Rino
Marchesi (1983-84).
In quel contesto, la canzone assunse un valore simbolico: malinconica ma
speranzosa, rifletteva perfettamente l’umore di una città che sognava lo
scudetto e che, attraverso la musica, trovava la sua colonna sonora emotiva.
Completano il disco episodi di grande finezza come “Mille Lire”,
ironico ritratto del quotidiano napoletano, e “Chiammateme Maria”,
chiusura intensa e spirituale che riporta il suono a una dimensione quasi
liturgica.
La produzione di E. De Biase è di livello altissimo per
l’epoca: gli arrangiamenti curati di Vessicchio bilanciano con
maestria strumenti acustici e sintetizzatori, fiati e cori, creando un sound
elegante e vibrante.
Sorrentino si conferma interprete di rara autenticità, capace di passare con
naturalezza dal registro soul al racconto popolare, senza mai scivolare nella
retorica.
Musicalmente, l’album è un crocevia perfetto tra canzone napoletana
moderna, funk e pop d’autore un suono che oggi appare quasi
profetico, anticipando la riscoperta contemporanea del groove partenopeo e
della sua anima cosmopolita.
Antonio Sorrentino è un disco che merita pienamente il suo status
di cult: un tassello prezioso della storia musicale
napoletana, capace di parlare ancora oggi con freschezza e sincerità.
La riscoperta di “’E Prumesse” e il recupero della memoria di “’Nu
Pensiero” restituiscono a quest’opera la sua vera dimensione: quella di un
ponte tra la Napoli romantica e quella funk, tra i sogni collettivi e
l’eleganza sonora di un artista autentico.
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