venerdì 7 novembre 2025

Stelvio Cipriani – Arioso Cembalo Suite (Nuova New York Record – PALP 331, Lp, 1977)

Nel 1977 Stelvio Cipriani è già un nome di culto. Compositore prolifico, elegante e poliedrico, ha firmato alcune delle più celebri colonne sonore italiane degli anni Sessanta e Settanta  da Anonimo Veneziano a La polizia sta a guardare, Mark il poliziotto e Tentacles. La sua cifra è chiara: melodia limpida, sensualità orchestrale, groove raffinato, sempre in equilibrio tra sentimento e ritmo.

Arioso Cembalo Suite nasce in questo crocevia. È un disco anomalo, pubblicato da una piccola etichetta napoletana Nuova New York Record, ma artisticamente ambizioso: una raccolta che fonde colonna sonora, library music e pulsione funk, costruendo un ponte tra il lirismo del cinema e la sensualità della pista da ballo.

Il titolo “Arioso Cembalo Suite”evoca una sintesi tra antico e moderno: il clavicembalo, strumento barocco, incontra il basso elettrico e il beat disco. È il barocco elettrico di Cipriani, un’idea musicale che unisce eleganza neoclassica e modernità urbana.

L’apertura con “Arioso” è quasi un manifesto poetico. Il tema al clavicembalo (o synth che lo imita) danza sopra un tappeto ritmico morbido, mentre gli archi disegnano arabeschi malinconici. È musica che guarda a Bach, ma anche a Barry White: Cipriani trasforma la grazia barocca in sensualità contemporanea.

“Vorrei Regalarti Una Scusa” e “Una Sera” spostano il baricentro verso la canzone italiana sofisticata, con melodie cantabili ma arrangiamenti funk leggeri, chitarre in levare, e quella voce di sottofondo che sembra provenire da un film d’amore ambientato sul lungomare di Napoli o Roma.

“M.Y. Country” e “El Bom”, scritte con Cocozza, Scotti e Fogù, sono le tracce più groove-oriented: chitarre wah-wah, bassi sincopati, e un’aria cosmopolita che ricorda le library britanniche della KPM o le produzioni francesi di Janko Nilovic. Sono brani da club notturno o da colonna sonora poliziesca: musica da inseguimento elegante, dove la tensione si veste di funk.

Il lato B si apre con “Anonimo Veneziano”, la composizione che rese immortale Cipriani nel 1970. La presenza in questo album non è casuale: è il cuore melodico di tutto il suo linguaggio. L’arpa e gli archi si fondono al basso elettrico in una sintesi di struggimento e raffinatezza.

Segue “Cembalo Suite”, il vertice creativo del disco: un lungo intreccio di clavicembalo, archi e batteria funk, dove l’antico e il moderno danzano insieme in un equilibrio precario e perfetto. È come se Cipriani anticipasse qui la chillout e la downtempo degli anni ’90  ma con l’anima del cinema italiano.
Chiude “Se Ti Va”, morbida, romantica, con quella malinconia crepuscolare che solo lui sapeva tradurre in melodia.

Arioso Cembalo Suite è una prova di stile e di misura. Mentre molti colleghi (Morricone, Umiliani, Trovajoli) esplorano il suono come campo d’avanguardia, Cipriani sceglie la melodia come forma di sperimentazione: ogni linea è costruita come un canto popolare che si scioglie nel groove.

Criticamente, il disco è un  lavoro minore: non dirompente come Anonimo Veneziano o Mark il poliziotto, ma profondamente rivelatore. È Cipriani nella sua dimensione più intima e “laterale”, quella da compositore artigiano del suono elegante, capace di unire cinema, funk, romanticismo e minimalismo.
La produzione, tipicamente italiana, ha il calore analogico dell’epoca: basso profondo, archi compressi, batteria secca e un clavicembalo che suona come un eco di un’altra epoca.

Immagina Roma nel 1977. Un uomo elegante, silenzioso, siede al pianoforte. Nella stanza, un registratore a bobine e una tastiera elettronica. Fuori, le strade sono piene di dischi disco e poliziotteschi; ma lui cerca altro.
Premendo i tasti, fa dialogare Bach e i ritmi di Harlem, il cinema d’autore e il suono dei club.
Ne nasce Arioso Cembalo Suite: una carezza in forma di funk, una musica che non grida mai, ma seduce. È la voce di un’Italia sofisticata, notturna, innamorata della melodia ma curiosa del futuro.
È la colonna sonora di una città che balla piano, mentre sogna ancora in technicolor.

Oggi Arioso Cembalo Suite è un titolo raro, ma per gli appassionati di library e soundtrack italiani è un piccolo tesoro. Il suo fascino sta nella fusione tra intimità melodica e groove cinematografico  una combinazione che anticipa la lounge elettronica e il nu-funk contemporaneo.
In un tempo in cui la musica è spesso rumorosa e digitale, Cipriani ci ricorda che la vera modernità nasce dalla grazia.

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